Oro e petrolio perdono fiducia. Ecco i motivi

I segnali di borsa riguardanti le commodities oro e petrolio non confortano gli investitori che preferiscono operare in altri campi.

I dati di stallo dell’economia dell’eurozona e della Cina affondano le quotazioni del petrolio facendo calare la richiesta dell’oro nero in campo globale.
L’international Energy Agency ha dal canto suo provveduto subito a tagliare l’outlook sulla richiesta di barili.

Al mercato del greggio New York Mercantile Exchange ogni singolo barile di West Texas Intermediate è calato di valore di ben 26 cent portandosi a 92,49 dollari al fusto, continua così il brent negativo sotto i 97 dollari che persiste da ben 15 mesi.

L’oro accusa la ripresa dell’economia americana che di conseguenza porta gli investitori ad avere uno scarso interesse verso i metalli preziosi considerati bene di rifugio.

Oltre questo anche l’aumento del dollaro e l’imminente aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve hanno fatto la loro parte.

I dati relativi al future con scadenza a dicembre sull’oro sono calati di tre dollari arrivando a 1.238 dollari l’oncia.

Anche l’argento, altro bene di rifugio ha perso tre punti percentuale nell’ultima sessione.